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campo militare persano

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Alle dipendenze della Divisione “Acqui” sono stati posti Comandi dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica. Qui Persano – ricorda Perrone – ebbe anche il comando di una flottiglia del Regno di Sardegna, inviata nel 1860 a pattugliare il golfo, in previsione di un’azione militare della quale non vi fu però bisogno. Il Persano fu sottoposto a giudizio davanti al Senato, costituito in Alta Corte di Giustizia (pubblico ministero fu Diomede Marvasi), e venne proclamata la sua colpevole inettitudine, tanto che fu privato del grado e delle decorazioni e radiato con disonore dalla Regia Marina. Il 25 giugno le 19 navi che componevano l'armata, giunsero ad Ancona[16]. La ricognizione fu condotta il 17 luglio: dopo aver fatto una piantina abbastanza precisa delle difese dell'isola, il D'Amico si ricongiunse con il resto della flotta. KOSOVO. VALLE D’AOSTA Aosta EI Battaglione Alpini “Aosta”/Brigata Alpina “Taurinense” Scuola Militare Alpina/Ispettorato delle Scuole Pollein (Aosta) EI 54 Gruppo Squadroni Elicotteri Multiruolo “Cefeo”/4 Raggruppamento Aviazione Leggera Esercito “Altair” Il prestigio della razza raggiunse l’apice ad inizio Ottocento, quando la cavalleria napoletana guidata da Gioacchino Murat partecipò alle campagne napoleoniche e lo stesso imperatore còrso lodò più volte i cavalieri nostrani definendoli “diavoli bianchi” dal colore delle caratteristiche uniformi. Nell'arco di poco tempo intanto vennero a mancare Cavour e d'Azeglio che erano stati grandi estimatori dell'ammiraglio. L'azione di bombardamento delle navi italiane inizio tra le 11 e le 12 del 18 luglio; il presidio austriaco trasmise immediatamente tramite cavo telegrafico l'ormai imminente attacco italiano; pur consapevole di ciò che stava succedendo Tegetthoff non uscì immediatamente in soccorso dell'isola. I medici militari verranno forniti dal Policlinico militare “Celio” del Comando logistico e dalla Scuola di Sanità e Veterinaria dell’Esercito, mentre quelli civili sono stati messi a disposizione dalla Protezione Civile e dalla Regione del Settecento europeo: per ricordare i più noti citiamo lo scrittore Goethe, lo zar delle Russie, il Metternich ed il pittore Jacob-Philipp Hackert, che vi concluse il ciclo pittorico delle quattro stagioni ambientando l’inverno, un meraviglioso dipinto riproducente una scena di caccia nella tenuta reale, con vista sulla collina di Altavilla e sull’Alburno imbiancato di neve. Gli attacchi condotti dalle squadre di Vacca e di Albini furono fallimentari, i due comandanti, dopo qualche salva, stabilirono che le batterie austriache erano poste troppo in alto per poter essere raggiunte dal tiro italiano. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 5 set 2020 alle 22:31. Deflagrazione di una granata durante un’esercitazione, due militari sono rimasti feriti nell’esplosione. Al processo, Persano non tentò di avvalersi dei privilegi di immunità connessi al suo stato di senatore: vi rinunciò fin dalla prima seduta, e dopo che il pubblico ministero aveva dichiarato che in stato di guerra l'interesse dello stato era superiore al diritto di immunità. In previsione della guerra del 1866, Persano, unico ammiraglio italiano ad aver guidato una squadra navale in battaglia, ottenne il comando della flotta e si recò immediatamente a Taranto il 16 maggio 1866; mancavano trentasei giorni allo scoppio della Terza guerra d'indipendenza. In seguito alla soppressione del Centro di rifornimento quadrupedi di Persano, nel 1954, la razza si ridusse a una cinquantina di fattrici, trasferite al Posto raccolta quadrupedi di Grosseto: un altro pezzo di storia meridionale svenduto! Il cavaliere Francesco D’Errico, 91 anni compiuti lo scorso settembre, è un intelligente, amabile e saggio Sotto Tenente dei carabinieri in pensione dal 1989. Dalla metà del secolo il re pianificò il miglioramento della razza equina già esistente in loco, con l’acquisto di fattrici e stalloni del Medio Oriente e andalusi: la “Real Razza di Persano”, una selezione formata da cavalli da sella con particolare attitudine alla caccia. Nel luglio del 1866 l'isola era difesa da circa 2000 uomini della fanteria di marina austriaca comandati dal colonnello Urs de Margina; il principale accesso era Porto San Giorgio (oggi Vis) ed era difeso da 8 forti armati da 49 pezzi, gli altri due accessi all'isola erano Comisa e Manego (oggi Rukavac); in totale erano presenti 65 cannoni distribuiti nei forti più altri 93 cannoni da posizione[18]. Nella notte del 24 settembre lo stesso Persano guidò una incursione con due imbarcazioni con l'obiettivo di impadronirsi del Lazzaretto ma l'operazione fallì; l'assedio continuò fino al giorno 28 quando durante un intenso bombardamento la fregata Vittorio Emanuele comandata da Giovan Battista Albini fece saltare in aria la batteria della Lanterna, evento che convinse il generale pontificio Lamoricière a chiedere allo stesso Persano la resa[11]. Migliore esito ebbe l'attacco condotto su Porto San Giorgio; la Formidabile comandata da Saint-Bon si distinse in particolar modo anche per l'efficacia dei suoi tiri; anche il gruppo comandato dal Riboty ottenne notevoli risultati, il tiro delle sue navi provocò fra l'altro l'esplosione di due batterie nemiche. Ciò porterebbe l’Italia, oggi agli ultimi posti in campo equestre, a fare di colpo un grande balzo in avanti, a riappropriarsi del suo patrimonio storico e di una sua eccellenza. Con l’unità d’Italia la razza Persano venne abbandonata: nel 1874 con decreto del Ministro Ricotti fu definitivamente soppressa e venduta all’incanto sulla piazza di Eboli. Venerdì - Il ministro Depretis rende noto all’ammiraglio Persano l’intendimento del Re di non voler accettare il Veneto dalle mani di Napoleone III, perché ritenuto atto offensivo, ma di volerlo conquistare con azioni sul campo e sul mare. L’unica sorella, Anna, sposò Giuseppe Radicati, conte di Primeglio; anche il figlio, Ernesto, fu ufficiale di Marina. Edificata in un’area posta tra il Sele e il Calore Lucano, ricca di boschi e di selvaggina, nel 1758 divenne di proprietà del Sovrano. Giugno 1987, campo addestramento carristi di Persano, 127° Corso Allievi Ufficiali, il sottofondo musicale è tratto dal tema di "Lampedusa", scritta nel 2016 dall'autore del post Sempre per ordine di Cavour, Persano si diresse verso Messina dove la guarnigione borbonica della cittadella continuava a resistere; la squadra sarda coadiuvata dalle truppe di terra comandate dal Cialdini cominciò a fare i preparativi per l'attacco. Il 22 settembre venne effettuato un nuovo bombardamento dei forti di Ancona senza ottenere la capitolazione della piazza. I terreni a disposizione sono Mario Sansone nato e vissuto a Persano. Un testimone degli eventi raccontò di averli visti cercare disperatamente di nutrirsi addirittura delle porte e degli infissi di legno delle abitazioni di Gaeta! Carditello e i cavalli di Persano… Fondamentale si rivelò il suo intervento a Napoli dove riuscì a convincera una buona parte degli ufficiali della Marina borbonica a defezionare e a giurare fedeltà a re Vittorio Emanuele[10]. Come ministro della Marina fu propugnatore della realizzazione di una serie di navi corazzate che portassero la Regia Marina italiana a potersi confrontare con la flotta austriaca e le altre marine mediterranee. Il giovane fu … La flotta italiana lasciò Ancona il pomeriggio del 16 luglio preceduta dal Messaggero che aveva il compito di compiere una ricognizione segreta a Lissa con il comandante D'Amico a bordo. Figlio del conte Luigi Amedeo Pellion di Persano e di Maria Cristina dei conti de Rege di Gifflenga; rimasto orfano entrò giovanissimo nella marina sarda. Alle 18 Persano ordinò di cessare il fuoco[19]. Nel settembre del 1860 Persano lasciò Napoli e raggiunse Senigallia dove si trovava l'esercito sardo guidato dal generale Enrico Cialdini; compito della squadra navale era quello di espugnare Ancona; il giorno 18 settembre 1860, la divisione di Persano, forte delle fregate Maria Adelaide (ammiraglia), Carlo Alberto, Vittorio Emanuele, Costituzione, della corvetta Governolo e dell'avviso Malfatano effettuò un primo bombardamento della piazzaforte difesa dalle truppe pontifice; quel medesimo giorno le truppe sarde sconfissero quelle pontifice nella battaglia di Castelfidardo. Alle 10:33, secondo la relazione austriaca (10:45 secondo quella italiana) il Principe di Carignano aprì il fuoco imitato dal Castelfidardo e dall'Ancona. Il programma però risentì della arretratezza dell'industria cantieristica italiana per le navi di grosso tonnellaggio, tanto che di dodici navi corazzate che parteciparono alla successiva battaglia di Lissa solo una era costruita in Italia, e nessun bacino di carenaggio poteva ospitare le due navi maggiori Re d'Italia e Re di Portogallo. Lo stato borbonico, infatti Il 12 marzo 1861 le navi sarde si avvicinarono alla cittadella ma a causa del mare agitato la sola Maria Adelaide riuscì a cominciare il tiro, quando anche le altre navi riuscirono ad avvicinarsi, la guarnigione decise di arrendersi[13]. Con fermezza e fierezza, maturità e bonarietà, ma anche con coraggio e non senza sacrifici, egli ha prestato servizio ad Adrano (CT) e ha poi comandato per 21 anni, da Brigadiere […] PERSANO. Cavour infatti nel gennaio del 1860, oltre a ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio e quello di ministro degli Esteri, aveva assunto anche l'amministrazione della Marina separandola dal ministero della Guerra. L'assedio cominciò il 5 novembre 1860 e si concluse con la capitolazione della piazza il 13 febbraio 1861; la squadra navale ebbe una sola occasione di sfidare i cannoni della piazzaforte: il 22 gennaio le navi sarde aprirono il fuoco con tutte le artiglierie e in un'ora scaricarono sulla fortezza circa 4000 colpi; anche alcune navi sarde furono colpite, fra queste, l'ammiraglia Maria Adelaide che ebbe un morto e 2 feriti[12]. Sembra esserci un militare di Persano, frazione di Serre, a capo della gang degli uffici postali che aveva, inoltre, progettato una rapina all’ufficio postale di Mercatello. Pressato dalle continue insistenze di Depretis, Persano, che prima di prendere una qualsiasi iniziativa avrebbe voluto aspettare l'arrivo dell'ariete corazzato Affondatore sul quale riponeva molte aspettative, venne convinto a compiere una puntata offensiva; tale crociera venne effettivamente svolta fra l'8 ed il 13 luglio con estrema prudenza tanto che le navi italiane si mantennero sempre fuori vista dalle coste austriache[17]. «Navi di legno comandate da una testa di ferro hanno sconfitto navi di ferro comandate da una testa di legno.». Il conte Carlo Pellion di Persano (Vercelli, 11 marzo 1806 – Torino, 28 luglio 1883) è stato un ammiraglio e politico italiano, comandante della flotta italiana nella battaglia di Lissa. In quel periodo si sposò con la signorina Fanny Bacon. Al termine della breve campagna del 1859, venne promosso contrammiraglio e, successivamente, con grande soddisfazione di Massimo d'Azeglio e del presidente del Consiglio Cavour, Persano ebbe il comando della squadra sarda durante la campagna del 1860[8]. Zona Militare 14 km Base Navale Napoli - MARIDIST Napoli "MOVM F. CIARAVOLO" 76 km Deposito munizioni 111 km Campo Italia 259 km Aeroporto "Cosimo di Palma" 350 … Dal 2006 Sideweb società leader nel campo dell’informazione sulle NOVITA' POLITICHE, GIURIDICHE e della TUTELA del personale militare. Storia delle Marine militari italiane, vol I, Storia della Marina militare italiana dal 1860 al 1870, Avanti, Savoia! Quando una Brigata dell’Esercito italiano che è storicamente impegnata in Patria e all’estero, è chiamata a perfezionare le sue expertise, per meglio adattarsi ai mutevoli scenari di riferimento, questa Lo scontro a quel punto divenne una confusa mischia che vide coinvolte le dieci corazzate italiane contro tutta la squadra austriaca[21]. – Nacque a Vercelli, allora provincia di Novara, l’11 marzo 1806, primogenito di Luigi e di Maria Cristina De Rege di Gifflenga. Dalla data del 1 luglio 1991 il Battaglione si ricostituisce nella sede di Persano inquadrato nell’8 Brigata Bersaglieri Il 28 ottobre 1860 Cavour ordinò alla flotta di portarsi davanti alla piazzaforte di Gaeta dove si era rifugiato Francesco II di Borbone con quella parte del suo esercito che gli era rimasta fedele. Nel 1853, sempre col Governolo; ebbe l'incarico di trasportare Vittorio Emanuele II, il duca di Genova e il principe di Carignano in Sardegna per una partita di caccia; la mattina del 29 luglio costeggiando l'isola di Santa Maria della Maddalena la nave urtò contro uno scoglio sommerso non indicato dalle mappe nautiche; i reali dovettero sbarcare sul Tripoli mentre il Governolo andò in riparazione a Tolone. “Caro Angelo, ti mando come in accordo la documentazione del persano golf resort , il campo da golf di Persano . Nel corso della permanenza nel poligono militare di Persano, si stanno effettuando sia esercitazioni per Posto Comando con l’utilizzo di mezzi informatici per la gestione del campo di battaglia, sia attività addestrative con truppe . Intanto, il comandante della flotta austriaca Tegetthoff decise di compiere una ricognizione in forze sulla costa italiana per sincerarsi della presenza della flotta italiana in Adriatico. La giornata si concluse quindi senza importanti novità; erano stati arrecati danni importanti alle difese dell'isola e la guarnigione austriaca aveva avuto 31 soldati uccisi e 75 feriti; le perdite italiane nei due giorni di combattimento ammontavano a 16 morti e 81 feriti[20]. Poiché all'epoca la degradazione comportava anche la perdita della pensione, visse gli ultimi anni di vita in povertà alleviata solo da un sussidio che il re Vittorio Emanuele II gli assegnò a titolo personale e in forma riservata[22]. PERSANO, Carlo, conte di Pellion. Nel 1850 Persano ebbe l'incarico di dirigere la scuola di Marina di Genova a cui seguì, nel 1851, il comando della più moderna nave sarda, la pirofregata a ruote Governolo comando che tenne fino al 1853. Nel 1848 venne promosso capitano di fregata e divenne comandante del brigantino Daino (gemello dell'Eridano); con questa nave partecipò alla campagna navale contro l'Austria della Prima guerra d'indipendenza. Promosso capitano di corvetta nel 1841, gli fu assegnato il comando del brigantino Eridano da 450 tonnellate e dodici cannoni, con il quale svolse la prima campagna di circumnavigazione del mondo della Marina sarda (settembre 1842-settembre 1845); il Randaccio scrive che quella crociera diede al Persano reputazione di "ardito, talora imprudente capitano". Il conte Carlo Pellion di Persano (Vercelli, 11 marzo 1806 – Torino, 28 luglio 1883) è stato un ammiraglio e politico italiano, comandante della flotta italiana nella battaglia di Lissa. È così che si è conclusa l’esercitazione militare organizzata nella mattinata Nella tenuta di Persano, nel 1742, venne realizzato un allevamento equino selezionato di razza napoletana, siciliana, calabrese e pugliese con stalloni di razza andalusa e … L'incidente ebbe delle conseguenze gravi: Persano fu sbarcato e sottoposto ad un Consiglio di guerra che lo condannò alla retrocessione del grado per sei mesi; la condanna venne poi annullata dalla Cassazione che riconobbe le inesattezze dei rilievi idrografici; il Persano cadde comunque in disgrazia e rimase senza comando fino al 1859[6]. Nel 1900 il Ministero della Difesa volle ricostituire la razza con fattrici di provata attitudine al servizio da sella scelte tra i diversi reggimenti di cavalleria. Passaggio di consegne all’8° reggimento Artiglieria Terrestre “Pasubio” di Persano dove, martedi 24 luglio il 79° Comandante, Colonnello Giorgio Guariglia, ha ceduto il comando al parigrado Gianfranco Di Marco. Passaggio di consegne all’8° “Pasubio” di Persano: il 79° Comandante, Colonnello Giorgio Guariglia, ha ceduto il comando al parigrado Gianfranco Di Marco. Persano, provincia di Salerno Il Ministro Elisabetta Trenta con il Sottosegretario Angelo Tofalo nella base militare di Persano dopo la visita all'Hub Nato di Bagnoli per la prima volta un Ministro della Difesa si è recato nella La squadra navale piemontese era al comando di Giuseppe Albini; in questa campagna non ci furono eventi particolarmente rilevanti dal punto di vista navale[2]; l'unico di una certa importanza fu proprio l'attacco che il Persano effettuò di propria iniziativa contro il forte di Caorle il 13 giugno 1848; in realtà il Persano doveva effettuare solo una esercitazione di tiro al bersaglio ma decise di bombardare il forte austriaco; la risposta delle artiglierie del forte riuscì a colpire la nave una quindicina di volte provocandole anche una via d'acqua; per niente scoraggiato il Persano si ancorò a distanza ravvicinata e per 40 minuti bersagliò con un centinaio di colpi l'avversario prima di allontanarsi[3]. Persano, scoppia granata: feriti due militari Persano. Promosso tenente di vascello, fu inviato a Londra per sorvegliare la costruzione della fregata Ichnusa della Marina sarda. L’edificio principale è la Real Casina di Caccia, un edificio realizzato nel 1752 su ordine di Carlo di Borbone, affittuario dei conti De Rossi di Caiazzo e feudatari di Serre. Obbedendo all'ordine, Persano partì il 21 giugno 1866; la navigazione procedette senza incidenti malgrado lo scarso addestramento degli ufficiali. Nel 1932, in un incidente aereo in Svizzera, moriva il suo primo pilota. La realizzazione della Casina venne affidata all’ingegnere militare Giovanni Domenico Piana, originario di Ponna nel Ducato di Milano,[2] che, dopo aver demolito completamente il vecchio edificio, ne costruì uno ex novo, successivamente rimaneggiato da Luigi Vanvitelli nel 1753[3]. La vegetazione lussureggiante e la fauna copiosa fecero sì che re Carlo III di Borbone, da appassionato cacciatore, scegliesse Persano come sede privilegiata del suo passatempo preferito; così nel 1752 il re di Napoli vi fece costruire la Real Casina di Caccia, un caratteristico edificio avente pianta quadrata e quattro torri ottagonali, progettato dall’ingegnere militare spagnolo Juan Domingo Piana. Completamente insoddisfatto delle condizioni della flotta, l'ammiraglio scrisse più volte al ministro Diego Angioletti segnalando le gravi carenze e arrivando anche a minacciare di lasciare l'incarico[15]. L’edificio e la relativa riserva di caccia sono state trasformate in un’area militare del 10º Reggimento di Manovra, Battaglione Logistico afferente all’VIII Brigata Meccanizzata Garibaldi. Si è svolto questa mattina l’incontro tra il sindaco di Eboli Massimo Cariello e il comandante del Comprensorio Militare di Persano, il colonnello Ciriaco Fausto Troisi, sulla questione legata alle esercitazioni di tiro al poligono militare di Foce Sele. SUL CAMPO - A condurre le operazioni di addestramento sul campo di Persano il colonnello Domenico Ciotti. Che era di casa nostra. Il 15 luglio Depretis si recò ad Ancona dove incontrò Persano, Vacca e Albini per programmare un attacco contro l'isola di Lissa; ancora una volta si arrivò ad uno scontro fra il ministro e l'ammiraglio; il primo insisteva per attaccare immediatamente, il secondo faceva presente che una tale operazione sarebbe stata possibile solo dopo avere sconfitto la flotta avversaria e comunque riteneva che a fronte degli almeno 5000 uomini di truppa da sbarco che riteneva necessari per l'impresa, ne aveva disponibili poche centinaia. L'armata italiana si trovava sparsa intorno all'isola già provata da tre giorni di operazioni; l'ammiraglio italiano non perse tempo e diede il segnale di prepararsi al combattimento; le corazzate italiane si disposero in una linea di fila che inizialmente comprendeva sette unità visto che il Re di Portogallo e il Castelfidardo stavano riparando avarie di macchina e la Varese, la Terribile e la Formidabile erano in ritardo; solo le prime tre riusciranno poi a partecipare alla battaglia. L’operatività di Persano è costituita da dirigenza militare, ufficiali di cavalleria e veterinari e una maestranza di circa 200 persone che nei mesi delle semine e della raccolta raggiunge anche le 500 unità. Continuando la visita a questo sito, ne si accetta l'uso dei cookies inclusi quelli di Google Analytics per le statistiche delle visite. Una pagina triste della storia della razza Persano riguarda il 1860, quando ciò che rimaneva dell’esercito borbonico, compresi i reparti di cavalleria (che naturalmente utilizzavano i cavalli di questa pregiata razza) si rifugiò nella fortezza di Gaeta con il re Francesco II, ad estrema difesa del regno meridionale contro l’invasione piemontese. Il 14 luglio 1866 a Ferrara si svolse una riunione dei massimi vertici politico militari italiani nella quale si decise di ordinare alla flotta di uscire al più presto da Ancona per attaccare il nemico; veniva inoltre deplorata la condotta di Persano per l'ultima infruttuosa crociera in Adriatico.

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