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canzoni femminili italiane

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Ti ricordi quella strada, eravamo io e te,e la gente che correva, e gridava insieme a noi,tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore,ed unità per noi, che meritiamo un’altra vitapiù giusta e libera se vuoi, corri amore, corri non aver paura.Mi chiedevi che ti manca, una casa tu ce l’hai,hai una donna, una famiglia, che ti tira fuori dai guai,ma tutto quello che voglio, pensavo, è solamente amore,ed unità per noi, che meritiamo un’altra vitapiù giusta e libera se vuoi,nata sotto il segno, nata sotto il segno dei pesci. ALBA – Pare che il suo grande successo ALBACHIARA, Vasco Rossi l’avesse dedicato ad Alba Parietti, di cui si era invaghito. Spesso, offesi nel proprio orgoglio, gli uomini accusano la traditrice a cui possono, però, chiedere di tornare. Facebook vous montre des informations pour vous aider à mieux comprendre le but de cette Page. Dal 2000 ad oggi le cento migliori canzoni e i brani più belli secondo NME . La canzone sottolinea le diverse mentalità di questa donna e del suo compagno che si allontanano dai comportamenti tradizionalmente diffusi nelle coppie del tempo: «Io vedo tutte quante le mie amiche / son tranquille più di me / non devono discutere ogni cosa / come tu fai fare a me, / […] dicon sempre di sì / non hanno mai problemi e son convinte / che la vita è tutta lì. 3 In Italia, la prima trasmissione radiofonica consacrata ai 45 giri più venduti nel paese va in onda a partire dal 1967 e porta il titolo di Hit Parade, termine che verrà sempre più utilizzato al posto dell’equivalente italiano «classifica». Ben diverse sono quindi le conseguenze del tradimento per l’uomo di Tanta voglia di lei e di Anna, in quanto, pur ritrovando in entrambe certi stereotipi dell’uomo maschilista, si rileva nella seconda canzone anche l’immagine di un uomo che non si vergogna di rivelare la propria fragilità. Canzoni contro la violenza sulle donne Parole e suoni che denunciano gli abusi fisici e verbali. condividi su. Dal punto di vista dell’emancipazione femminile, è interessante notare in entrambe le canzoni il ruolo attivo della donna che desidera aprirsi a nuove esperienze. Circulations artistiques, littéraires et savantes (XV, La «biblioteca totale». L’uomo non è preparato a questo nuovo tipo di donna e, avendo perso il suo ruolo tradizionale di seduttore, vacilla e ha paura («mi stai facendo paura», «non so più chi sei, / mi fai paura oramai»). È pure vero che i termini «uomo» e «donna» — presi in quest’accezione di «marito» e «moglie» — erano già usati in molti dialetti, ma non bisogna vedere la loro diffusione nella lingua italiana di quel periodo come influenza dialettale. Vous pouvez modifier vos choix à tout moment dans vos paramètres de vie privée. Dall’Orto Giovanni e Casi Stefano, Il gay canzonato – L’omosessualità nelle canzoni italiane, in «Babilonia», 39, settembre 1986, pp. Rimanere ‘zittelle’ era mal visto e mal vissuto, al contrario di quello che succedeva per i cosiddetti ‘scapoloni’ impenitenti. Cortellazzo Michele, La lingua della canzone d’autore nella storia dell’italiano contemporaneo, in Tradurre la canzone d’autore, Atti del Convegno, Milano, Università Bocconi, 29 settembre 1997, a cura di Giuliana Garzone, Leandro Schena, Bologna, CLUEB, 2000, pp. 10 Il termine «cantautore» comincia a entrare timidamente nei cataloghi discografici negli anni Sessanta davanti ai nomi, per esempio, di Gino Paoli, Luigi Tenco, Giorgio Gaber o Fabrizio De André. Solo rimanendo all’interno di questi modelli codificati la donna suscita ammirazione e amore; se invece vuole spingersi («volare») al di là dello stereotipo di angelo del focolare, alla ricerca di un amore diverso e profondo, viene condannata, rischiando pure di essere dominata («c’è chi […] / ti fa schiava») o ridotta a puro oggetto di piacere («c’è chi ti espone anche in vetrina»). Non è l’8 marzo, ma il tempaccio di stamattina mi spinge ad effettuare questa ricerca: i nomi di donne che vengono citati in canzoni italiane.Vediamo cosa esce: ADRIANA – I Calling realizzarono ADRIENNE, anno 2001. invece uno statuto ufficialmente riconosciuto dalla società. maschile — «Potevo lasciarti avere il bambino ma… / ti rendi conto, cosa sarebbe successo? Il rapporto con la prima donna si riassume a una rapida avventura — «strana amica di una sera» — a cui porre fine senza tanti ripensamenti — «chiudo gli occhi un solo istante / la tua porta è chiusa già». Contributi sulla ricezione italiana e internazionale dell’opera di Giorgio Bassani, Orientaux et Italiens. Ma che piccola storia ignobile sei venuta a raccontarmi, non vedo proprio cosa posso fare.Dirti qualche frase usata per provare a consolarti o dirti: «È fatta ormai, non ci pensare».È una cosa che non serve a una canzone di successo, non vale due colonne su un giornale,se tu te la sei voluta cosa vuoi mai farci adessoe i politici han ben altro a cui pensaree i politici han ben altro a cui pensaree i politici han ben altro a cui pensare…, Ho passato dei bei giorni con te…Piccolo, stupido, meraviglioso ragazzo.Ciao… anzi addio…Allora, non stavi scherzando,te ne vai…. 32Mina aveva già rotto con gli schemi dell’immagine della donna ‘tradizionale’, sia per i contenuti delle canzoni sia per l’interpretazione che ne dà. E insegui sogni da bambinae chiedi amore e sei sinceranon fai magie, né trucchi, manessuno ormai ci crederà. Quattro giovani talenti femminili per la musica italiana. Nel 1976, il ministro della Sanità abrogò le norme che vietavano la vendita della pillola anticoncezionale autorizzando l’indicazione «contraccettivo» sul foglietto illustrativo. Le parole «Ti amo» sono scandite per ben diciassette volte dal cantante, mentre il coro le ripete in sottofondo. Non è l’8 marzo, ma il tempaccio di stamattina mi spinge ad effettuare questa ricerca: i nomi di donne che vengono citati in canzoni italiane.Vediamo cosa esce: ADRIANA – I Calling realizzarono ADRIENNE, anno 2001. Finché la barca va – Orietta Berti12. Lingua e poesia nella canzone d’autore italiana. Per esempio, il termine «uomo» viene introdotto progressivamente nella lingua quotidiana degli anni Settanta accanto al termine «marito»14. Per trasformarsi in bambino, il burattino Pinocchio deve abbandonare certi modelli veicolati dalla cultura dominante e diffusi nella società. Ieri é stata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, oggi la celebriamo con 10 canzoni di female power contro gli uomini. Ti ricordi quella strada, eravamo io e te. INCONTRO MEDICO DEDICATO ALLA PREVENZIONE ED ALLE NUOVE TECNOLOGIE APPLICATE ALLA CURA DEI TUMORI FEMMINILI. Coveri Lorenzo, Per una storia linguistica della canzone italiana, in Parole in musica. Membro del centro di ricerca MIMMOC (Mémoires, identités, marginalités dans le monde occidental contemporain), lavora su problematiche legate a problemi identitari e sulla memoria nella società e cultura italiana del xix e xx secolo privilegiando fonti audio-visive.Tra gli ultimi suoi articoli e conferenze: La tarentelle entre tradition et modernité, Bella Ciao: histoire d’une chanson, symbole national devenu international, La pizzica comme medium de représentation culturelle dans Sangue Vivo de Edoardo Winspeare, La Shoah dans La vie est belle (Roberto Benigni, 1998) et Train de vie (Radu Mihaileanu, 1998), Italie/Afrique : allée-retour. 7 Enzo Gentile, Legata a un granello di sabbia, Milano, Melampo, 2005, p. 8. La canzone, elemento tipico della cultura popolare italiana, rientra in quelle forme di comunicazione di massa la cui fruizione ha avuto una crescita incessante dal secondo dopoguerra a oggi. Sfoglia gallery. Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista. Cartago Gabriella, La lingua della canzone, in La lingua italiana e i mass media, a cura di Ilaria Bonomi, Andrea Masini, Silvia Morgana, Roma, Carocci, 2002, pp. Ricordo pure l’arrivo delle audiocassette che hanno facilitato la diffusione d’ascolto, perché, oltre alla facilità di trasporto, permettevano la registrazione delle canzoni preferite senza dover ricorrere all’acquisto dei dischi. A questo bisogna aggiungere il fatto che, come ricorda Enzo Gentile: «Il look, un certo culto dell’immagine, servirà non poco dagli anni Settanta in poi, quando i cantanti che lo desiderano avranno dalla loro parte i giornali, le riviste specializzate, il mercato dei poster e quindi i video-clip.», «[…] oltre a un’estensione generale dell’interesse per la musica […] il fatturato dell’industria di, È proprio a partire dagli anni Settanta che la musica leggera tocca un pubblico sempre più grande e differenziato, diventando un fenomeno commerciale non trascurabile, Il termine «cantautore» comincia a entrare timidamente nei cataloghi discografici negli anni Sessan, composto dai pezzi più venduti negli anni Settanta, le nostre osservazioni portano essenzialmente sulle cosiddette «canzoni di consumo» o «canzoni commerciali», terminologia che viene sempre più usata a partire dal periodo in questione in opposizione alle «canzoni d’autore», ritenute di più alto valore e spesso eseguite da chi ne aveva scritto parole e musica, . L’anno indicato per le canzoni corrisponde alla loro più lunga permanenza nella hit parade, che non coincide necessariamente con il loro anno d’uscita. —, Mina. Lo stesso vale per «donna» al posto di «moglie». Temi, valori e linguaggi in 25 anni di canzone italiana, Roma, Paper, 1995. Anna – Lucio Battisti3. Jean Guichard, Il Pinocchio cantato: canzoni per un burattino, in Pinocchio esportazione: il burattino di Collodi nella critica straniera, a cura di Giorgio Cusatelli, Roma, Armando, 2002, p. 135. Gatto Paolo, Il sesso, la donna, l’amore nella canzone italiana, Firenze, D’Anna, 1977. S’instaura, infatti, un vero dialogo e confronto tra i due (le «nostre discussioni») — caratterizzato da domande («mi chiedevi»), riflessioni e ripensamenti («pensavo, dicevo») — che rinvia a un rapporto di coppia paritario. 1. Volevo Dirti Che Ti Amo 4. Questo comporta, naturalmente, anche un discorso ‘di riflesso’ sul ruolo della donna nella coppia. «[…] mia sorella che aveva un fidanzato di Cantù, / voleva averne uno anche in Cina e il fidanzato adesso non l’ha più.». Se ben che siamo donne, canti tradizionali femminili di lavoro. / Però forse sarebbe stato meglio… / almeno non saresti andata via» — sembra appurato, tanto da poterlo cantare, che nell’Italia del 1976 l’aborto — benché clandestino — fosse un’eventualità normalmente presa in considerazione per risolvere una gravidanza inaspettata, sia praticato in paesi stranieri dove era legalizzato, sia clandestinamente in Italia. Ti amo,un soldoti amo,in ariati amose viene testa vuol dire che bastalasciamoci.Ti amo, io sono, ti amo, in fondo un uomoche non ha freddo nel cuore, nel lettocomando ioma tremo davanti al tuo seno,ti odio e ti amo,è una farfalla che muore sbattendo le alil’amore che a letto si farendimi l’altra metàoggi ritorno da leiprimo Maggio, su coraggio.Io ti amo e chiedo perdonoricordi chi sonoapri la porta a un guerriero di carta igienicae dammi il tuo vino leggeroche hai fatto quando non c’eroe le lenzuola di linodammi il sonno di un bambinoche fasognacavalli e si girae un po’ di lavoro, fammi abbracciare una donna che stiracantandoe poi fatti un po’ prendere in giroprima di fare l’amorevesti la rabbia di pace e sottane sulla luceio ti amo e chiedo perdonoricordi chi sonoti amo, ti amo, ti amo ti amoe dammi il tuo vino leggeroche hai fatto quando non c’eroe le lenzuola di linodammi il sonno di un bambinoche fasognacavalli e si girae un po’ di lavorofammi abbracciare una donna che stiracantandoe poi fatti un po’ prendere in giroprima di fare l’amorevesti la rabbia di pace e sottane sulla luceio ti amo e chiedo perdonoricordi chi sonoti amo, ti amo, ti amo ti amo…, 1972, Lucio Battisti – La canzone del sole. E si vedrà…Lui è…Lui chi è, lui chi è,e loro, dico loro chi sono? À suivre. Non c’è più bisogno di un fidanzato, come per Rosanna Fratello o Orietta Berti, per realizzare i propri sogni: anzi, la protagonista si abbandona perdutamente alla fatalità della passione per un uomo che non conosce neppure bene, e che ha «cancellato con un gesto i sogni» suoi. Venditti parla alla donna amata anni prima mettendo a confronto passato e presente. io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!Io frocio, io perché canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare! Dobbiamo ricordare che questa canzone era arrivata a pari merito con Gli occhi verdi di tua madre (Avogadro-Giacobbe-Pace) interpretata da Sandro Giacobbe, canzone che sfidava anch’essa le leggi della morale. 16 «Non hai mai visto un uomo piangere / apri bene gli occhi sai perché tu ora lo vedrai / apri bene gli occhi sai perché tu ora lo vedrai / se tu… / non hai mai visto un uomo piangere guardami… / guardami / guardami / guardami.». Pensiero stupendoNasce un poco strisciandoSi potrebbe trattare di bisogno d’amoreMeglio non dire. Se ben che siamo donne, canti tradizionali femminili di lavoro. in cui la cantante esalta il modello d’educazione trasmesso alle ragazze da secoli: «Ragazza che ti affretti / perché suona la messa / cammini a testa bassa / […] ti hanno insegnato a creder / a vivere aspettando… lui […] / sarà il tuo primo amore». Grazia De Marchi. Ricorrendo a temi, immagini e termini tipici dei dibattiti femministi dei tempi23, su una musica delicata «dal sapore intimistico»24, Bennato confessa che la donna non può realizzare i propri desideri in una società in cui deve adeguarsi e piegarsi ai desideri maschili, ed essa risulta pertanto discriminata. I ritmi e gli strumenti musicali, le modalità di esecuzione, gli interpreti possono variare, ma non le parole. La maturazione della fanciulla è ridotta prettamente all’aspetto sessuale, al fatto che essa abbia avuto esperienze con altri uomini, cosa probabilmente rifiutata al protagonista («e le tue corse, e l’eco dei tuoi no»). L'Archivio completo di tutte le attrici e gli attori italiani e internazionali. 31 A questo proposito rinviamo alla esecuzione di questa canzone a Sanremo dove la cantante è accompagnata da un coro femminile che indossa costumi regionali, il che contribuisce a dar un’immagine anacronistica della visione dell’Italia del sud rinforzandone certi stereotipi diffusi soprattutto nel nord Italia: (data di ultima consultazione 8 dicembre 2012). Il Nuovo vocabolario di base della lingua italiana - Tullio De Mauro Pubblichiamo online (qui il pdf) l’elenco alfabetico dei circa settemila vocaboli del Nuovo vocabolario di base della lingua italiana (in sigla NVdB). Il fatto che il protagonista si definisca «il suo uomo» proprio quando parla della compagna che cerca con dolcezza il corpo di lui risulta pertanto significativo a questo proposito. Il tema più frequente delle canzoni italiane è naturalmente l’amore. Senza entrare in merito alla definizione di cosa s’intenda per musica leggera2, è ovvio che quando una canzone entra nelle classifiche di grande successo ha un impatto maggiore su un vasto pubblico di ascoltatori3. La verginità è evocata pudicamente con la parola «amore» — «fra tre mesi, te lo prometto / che il mio amore tu l’avrai / […] fra tre mesi saremo in maggio / e il mio amore ti darò / Gesù mio dammi coraggio / di resistere e dirgli di no» — e la sessualità appare come un peccato, un male da evitare invocando addirittura l’aiuto di Gesù per non cedere alla tentazione di quel diavolo di fidanzato. . 7Mi sono soffermata in particolare sui testi, ma evidentemente il successo di una canzone è indissolubilmente legato alla musica. Migliori Canzoni Anni 60; Migliori Canzoni Anni 70; Migliori Canzoni Anni 80; Migliori Canzoni Anni 90; Migliori Canzoni Anni 00; Le 100 migliori canzoni degli ultimi anni - 2000/2010. Testi delle Canzoni Album Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. Scientific Director: Dr. Ioanna Galanou Speakers: - Prof. Odysseas Zoras Introduction; … di Alberto Graziola. Se non si arrende tu lo tentie sciogli il nodo dei tuoi fianchie quel vestito scopre giàchi coglie il fiore impazzirà. Segno di una certa evoluzione, anche se lenta e sofferta, dell’atteggiamento maschile nei confronti dell’emancipazione femminile è la scoperta, dopo un primo momento di sgomento, che il sentimento dell’amore non è alterato dalla «liberazione sessuale», concetto espresso attraverso la metafora poetica dell’ultima strofa22. Ragazza del Sud – Gilda11. Ma io come Giudaso vendermi nudada sola sul lettomi abbraccio mi cuccomalinconico digiunosenza nessuno.Io non ho bisogno di teperché io non ho bisogno di teio non ho bisogno di teperché io non ho bisognodelle tue mani mi basto sola.E ammazzo il tempo bevendocaffè nero bollentein questo nido scaldatoormai da un sole pazienteche brucia dentro di meche è forte come il caffèun pomeriggio cosìoh no non voglio star qui.E poi mi fermoper guardarmi un istantele smagliature della vitasono tante.Un ballo in cucinae sono ancora bambinaun pranzo da sposae butterò giù qualcosae questa voglia che non passamentre dentro bussa.Io non ho bisogno di teperché io non ho bisogno di teIo non ho bisogno di teperché io non ho bisogno di teperché io non ho bisogno di teperché io non ho bisogno di teperché io non ho bisogno di teio non ho bisogno di te…, 1977, Lucio Dalla – Disperato Erotico Stomp. «Il sole quando sorge, sorge piano e poi / la luce si diffonde tutto intorno a noi / le ombre ed i, (Battisti-Mogol), arrivata al quinto posto nella, il protagonista rimprovera la ragazzina dalle trecce bionde, diventata «una donna ormai», con sottinteso giudizio negativo: «Dove sei stata cos’hai fatto mai?» In realtà, qui non possiamo parlare d’infedeltà come nelle canzoni precedenti, perché questa canzone racconta l’incontro, dopo un certo lasso di tempo, tra due persone che si erano amate da fanciulli. Tu musica divina. Questo slittamento semantico rinvia a un’immagine più sessuata dell’individuo rispetto al termine «marito», che evoca. In Italia, la prima trasmissione radiofonica consacrata ai 45 giri più venduti nel paese va in onda a partire dal 1967 e porta il titolo di, , termine che verrà sempre più utilizzato al posto dell’equivalente italiano «classifica». Il senso di questo aggettivo rinvia, in entrambi i pezzi, al travolgimento fisico di una relazione solamente sessuale. Volo AZ 504 – Albatros19. 22In Anche per te (Mogol-Battisti) del 1971, lato B del 45 giri La canzone del sole, appaiono tre figure insolite di donna nei testi delle canzoni: una religiosa, una prostituta e una ragazza-madre di cui il protagonista sottolinea la vita di sacrifici e solitudine. C’è solo un fiore in quella stanzae tu ti muovi con pazienzala medicina è amara matu già lo sai che la berrà. Tuttavia, nei primi dieci successi delle, del periodo studiato questi temi non appaiono mai, a riprova del fatto che, malgrado una certa evoluzione delle mentalità, essi restino ancora dei tabù. Come afferma Giuseppe Antonelli, per gli italiani «già nei primi anni Sessanta quello delle canzonette poteva essere descritto come un ‘rumore quotidiano’ presente ovunque» (Giuseppe Antonelli. More than 1100000 CDs, DVDs, Vinyls, Games, Technics, Equipment and … Ho deciso lo mollo, / ma non so se poi farlo /, questa è l’ultima volta che lo lascio morire, Curioso notare il ricorso allo stesso aggettivo, «sconvolto», in, Mina aveva già rotto con gli schemi dell’immagine della donna ‘tradizionale’, sia per i contenuti delle canzoni sia per l’interpretazione che ne dà. La circostanza prevista richiedeva che vi fosse uno stato d’. Guccini, rivolgendosi alla protagonista, sottolinea: «E così ti sei trovata come a un tavolo di marmo / desiderando quasi di morire, / presa come un animale macellato stavi urlando, / ma quasi l’urlo non sapeva uscire / e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero / sola fra le mani altrui». 24 Cfr. Arte e linguaggio della canzone moderna, Roma, Castelvecchi, 1997. Messaggi OFF LINE. Ciò che colpisce di più, però, è la ‘disinvoltura’ con cui viene trattato questo argomento, ben lungi dalle denunce espresse nelle due canzoni precedentemente menzionate, . E tu che vivi sempre sotto il sole,Tra file di ginestri e di lillà. 3 talking about this. L’autore denuncia il fatto che la donna continui a essere rinchiusa nell’immagine di «sorella e madre e sposa / […] regina o fata», e che non possa «pretendere di più». Sara – Antonello Venditti9. Però come farai a dirle che nessuno ti ha costretta o dirle che provavi anche piacere,questo non potrà capirlo, perchè lei, da donna onesta,l’ha fatto quasi sempre per dovere,l’ha fatto quasi sempre per dovere,l’ha fatto quasi sempre per dovere…, E di lui non dire male, sei anche stata fortunata: in questi casi, sai, lo fanno in molti.Sì, lo so, quando lo hai detto, come si usa, ti ha lasciata, ma ti ha trovato l’indirizzo e i soldi,poi ha ragione, non potevi dimostrare che era suo e poi non sei neanche minorenneed allora questo sbaglio è stato proprio tutto tuo:noi non siamo perseguibili per legge,noi non siamo perseguibili per legge,noi non siamo perseguibili per legge…. A differenza di un bambino, però, l’uomo vive la perdita dell’oggetto di desiderio in un modo così profondo da perdere la propria sicurezza, i propri punti di riferimento, fino a constatare che «resta poco» di lui. La sensualità della gestualità di Mina, le parole «e poi…» ripetute quattro volte fino ad abbassare gli occhi, lasciando immaginare il seguito come pure il tardare a pronunciare l’ultima parola del verso «l’importante è… finire» — sulla quale ricade evidentemente l’attenzione dell’ascoltatore — evocano maliziosamente un piacere a cui è difficile rinunciare. Abbiamo scelto una serie di cantanti famosissime e altre meno conosciute ma ugualmente forti. Alcuni verbi il cui senso era troppo esplicito furono censurati. Queste due canzoni, che denunciano la piaga degli aborti clandestini, escono nel 1976, , in pieno clima di feroci dibattiti che investiva l’intero sistema politico, sanitario e morale italiano. Molte di queste canzoni, immortalate nella memoria di chi ha vissuto quel periodo, continuano a essere cantate ancora oggi. Per l’uomo l’immagine di questa nuova donna convive, però, con quella della compagna ufficiale, che fa parte dei ‘beni ormai acquisiti’ su cui basare la propria sicurezza, insieme alla casa e alla famiglia. Tuttavia, la classica immagine dell’uomo forte è controbilanciata da quella dell’«innamorato sofferente», che non teme di rivelare verbalmente a un interlocutore sconosciuto il proprio dolore e arriva persino a esplicitarlo fisicamente piangendo16. Spesso, offesi nel proprio orgoglio, gli uomini accusano la traditrice a cui possono, però, chiedere di tornare. Come ricorda Venditti in Sara, lato B di Sotto il segno dei pesci (1978), canzone che ci racconta la storia di due studenti25, lo sguardo della società italiana a questo proposito rimane piuttosto critico: «Sara, tu va dritta non ti devi vergognare / le tue amiche dai retta a me lasciale tutte parlare». / Invece no, invece no / la vita è quella che tu dai a me / in guerra tutti i giorni sono viva / sono come piace a te.» Pur essendo in coppia, non compare mai il pronome «noi», ognuno mantiene distinta la propria identità, come vediamo dal largo uso dei pronomi personali «io», «tu», «me», «te». Con la prima donna, l’uomo gioca il ruolo del macho che domina la compagna e decide da solo d’interrompere una relazione21, probabilmente a carattere prevalentemente sessuale, ritenuta effimera, come ci suggerisce l’immagine della farfalla: «è una farfalla l’amore che a letto si fa». 37 Fra i temi trasgressivi troviamo anche l’omosessualità e il transessualismo. Se osservati rapidamente, i brani in voga negli anni Settanta mostrano una prevalenza di stereotipi diffusi sui comportamenti uomo-donna nella società del tempo, spesso in décalage evidente con le mutazioni sociali in atto. Il protagonista si comporta ancora da, , pur evocando atteggiamenti un po’ infantili: ripete, infatti, alla madre-moglie che l’ama, la vuole abbracciare mentre essa assume ‘serenamente’ il fatto di stirare, scherza con lei per farsi perdonare della ‘marachella’ commessa; e poiché, per lui, questa donna ha un ruolo subalterno, deve accettare col sorriso anche la richiesta di fare l’amore superando il suo evidente rancore — «e poi fatti prendere in giro / prima di fare l’amore / vesti la, Se il protagonista ammette la propria debolezza definendosi «un guerriero di carta.

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